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La dermatite seborroica è una patologia eritemato-desquamativa delle aree seborroiche ad andamento cronico recidivante, tipica dell’età adulta, ma di frequente riscontro anche nell’età infantile.

La prevalenza è maggiore nei maschi, nei pazienti HIV+, negli immunodepressi, nei pazienti psichiatrici cronici ed in quelli con malattie neurologiche. La sua localizzazione a livello del cuoio capelluto interessa circa il 25% degli  adulti ed è caratterizzata dalla presenza di pitiriasi secca o di squame giallastre ed untuose su base più o meno eritematosa. Il paziente lamenta intenso prurito, seborrea (con capelli che appaiono untuosi ed appesantiti anche poco tempo dopo il lavaggio) ed un aumento della caduta dei capelli (legata ai processi infiammatori che caratterizzano la patologia).
L’ipotesi eziopatogenetica, ad oggi più accreditata, considera tale patologia come il risultato di tre fattori strettamente correlati tra loro: alterazione quali-quantitativa del sebo, iperproliferazione del lievito Malassezia ed infiammazione del cuoio capelluto, responsabile della caduta di capelli.
Le conseguenze del cuoio capelluto affetto da dermatite seborroica ed iperseborrea sono diverse: oltre al fastidio estetico di avere una cute e capelli sempre oleosi e lucidi, l’iperseborrea è spesso accompagnata da fenomeni irritativi, arrossamenti, prurito, pertanto il trattamento si impone non solo per motivi cosmetici, ma anche più strettamente medici.

Il trattamento è multi-terapeutico, variando a seconda dell’entità e dell’estensione, pertanto un corretto approccio deve prevedere una fase di attacco ed una fase di mantenimento. Spesso chi soffre di dermatite seborroica tende istintivamente ad allontanare l’eccesso di sebo o di squame meccanicamente con lavaggi frequenti ed utilizzando prodotti aggressivi: questo comportamento può determinare un peggioramento.
La detersione dovrebbe prevedere l’utilizzo di tensioattivi non aggressivi, che agiscano per affinità e non per contrasto. La terapia della dermatite seborroica non può essere limitata all’uso di un unico medicamento. Sono oggi disponibili trattamenti topici a base di antimicotici, cheratolitici, steroidi, vitamine, antiossidanti, antinfiammatori e seboregolatori.
L’antimicotico più utilizzato, per la sua duplice azione antimicotica e antinfiammatoria, è il ketoconazolo, disponibile anche come shampoo. Quest’ultimo, se a concentrazioni adeguate (2%) ed utilizzato in maniera corretta (applicato su cute asciutta e lasciato agire qualche minuto prima del risciacquo), ha mostrato ottima efficacia, agendo anche come antinfiammatorio sul telogen effluvium responsabile della caduta di capelli. Dopo la risoluzione del quadro acuto è d’obbligo un trattamento di mantenimento. Le molecole di comune utilizzo per la nota azione seboregolatrice sono biotina (antisettica), piroctone olamina (antinfiammatoria ed antiossidante), selenio, niacinamide ed allantoina.
L’industria farmaceutica affianca sempre nuove sostanze ad utilizzo topico; fra questi il glicerofosfoinositolo, un antiossidante ad attività anti-infiammatoria e l’acido 18-ß glicirretico con effetto antiflogistico e antipruriginoso; nelle forme acute, con squame molto spesse, sono utili anche gli agenti cheratolitici  quali l’acido salicilico.

In generale un preparato antiseborroico ideale nella fase di mantenimento dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: eliminare l’eccesso di sebo senza essere tossico, troppo aggressivo o troppo astringente e contenere elementi che regolarizzino la sintesi lipidica e l’infiammazione. In ultimo non bisogna tralasciare l’importanza delle formulazioni, al fine di garantire una buona compliance del paziente. Risulta, inoltre, utile la somministrazione di integratori ad azione seboregolatrice quali la biotina, ricchi di vitamine del gruppo B, con antiossidanti ed antinfiammatori quali il selenio; inoltre l’utilizzo di integratori ben formulati rappresenta un valido supporto per il follicolo pilifero sottoposto a stress ossidativo ed al processo infiammatorio, che sostiene la dermatite seborroica, contrastando così la caduta di capelli. Un ruolo importante può essere svolto dagli aminoacidi solforati, dai cofattori enzimatici quali zinco e rame e dalla cartilagine di squalo, che ha spiccate capacità di stimolo sul derma perifollicolare.

In conclusione: il trattamento della dermatite seborroica deve prevedere l’utilizzo di principi attivi diretti sui fattori eziopatogenetici della malattia nella fase acuta, senza prescindere da un idoneo mantenimento attraverso un approccio topico e sistemico complesso con sostanze di supporto al fine di ridurre la frequenza delle recidive.